venerdì 26 dicembre 2008

IL VOLTO SINDONICO E LA "VELATURA" CHE SVELA






SIGNORE, nel contemplare IL TUO VOLTO
cerco il mio volto.

SIGNORE, nel contemplare le TUE PIAGHE
cerco sollievo per le mie ferite.


E'
avvenuto in modo del tutto casuale l'accorgermi di una ripulitura d'immagine che si verificava su una foto del Volto Sindonico, con la semplice sovrapposizione sulla medesima di fogli di carta lucida. La foto si trovava sul mio tavolo da disegnatore perchè, da qualche tempo, meditavo su quel Volto sconcertante e misterioso.

Un pomeriggio, mentre utilizzavo dei fogli di carta lucida per il mio lavoro, un foglio, casualmente, andò a sovrapporsi su quella immagine. Nell'osservare quel foglio opaco, che in certo senso diventava velatura, ebbi come un'intuizione e da quel giorno iniziai a giocare con quella riproduzione sovrapponendovi più fogli di carta lucida.

Dopo diverse prove, con mia grande meraviglia, constatai come quei fogli fungessero da filtri di luce, provocando sulla superficie della foto come una ridristribuzione opaca che riusciva a far scomparire macchie e macchioline.

Mi trovai così davanti ad un'immagine quasi del tutto ripulita che riproduceva con chiara evidenza un Volto dall'aspetto giovanile.


clicca per ingrandire
Immagine ottenuta fotografando una foto del Volto Sindonico con circa 15 fogli di carta lucida sovrapposti


clicca per ingrandire


clicca per ingrandire
Immagine ottenuta fotografando una foto del Volto Sindonico con circa 15 fogli di carta lucida sovrapposti


clicca per ingrandire
Immagine ottenuta fotografando una foto del Volto Sindonico con circa 15 fogli di carta lucida sovrapposti

clicca per ingrandire

Immagine ottenuta fotografando una foto del Volto Sindonico con circa 15 fogli di carta lucida sovrapposti



clicca per ingrandire
Immagine ottenuta fotografando una foto del Volto Sindonico con circa 15 fogli di carta lucida sovrapposti


DOCUMENTI E STAMPA RIGUARDANTI LA RICERCA FOTOGRAFICA SUL VOLTO DELLA SACRA SINDONE


clicca per ingrandire


Dalla rivista di sindonologia "Il Telo"


Dalla rivista di sindonologia "Il Volto dei Volti" direttore Card. Fiorenzo Angelini





IL VOLTO DEL SUDARIO DI OVIEDO E IL VOLTO DELLA SACRA SINDONE DI TORINO



Nella città di Oviedo (Spagna), sin dal IX secolo è custodito un tessuto di lino detto “IL SUDARIO DI OVIEDO” della grandezza di circa 50x80 cm. Secondo Franca Pastore Tosello, dell’Istituto di Scienze Medico-Forensi dell’Università di Torino, i fili di lino che compongono la trama del tessuto sono grossolani ed irregolari; il loro diametro, la torcitura a “Z” e il numero di fibre che li compongono sono del tutto analoghi a quelli della Sacra Sindone. Inoltre, sul tessuto si evidenziano delle ampie macchie di diversa intensità chiaroscurale che a ben osservarle accennano all’immagine drammatica di un volto il quale presenta tracce di sangue che illustri personalità del campo della sindonologia hanno studiato, confermando che si tratta di sangue umano del gruppo AB.
Fra questi studiosi ricordiamo : il Prof. Baima Bollone, José Delfin Villalain Blanco e l’ematologo Carlo Goldoni.
Il Prof. Baima Bollone ha promosso anche il DNA per confrontarlo con quello della Sindone: è risultato che il DNA del sangue dei due teli presenta profili genetici simili. Stimolato da questi studi e possedendo delle buone foto che riproducono sia il Volto della Sindone che il Volto del Sudario di Oviedo, ho voluto approfondire la riflessione su queste due immagini: per prima cosa ho notato che il volto del Sudario di Oviedo presenta una certa dinamicità in confronto alla staticità del Volto della Sindone, probabilmente per un’urgenza di realizzazione del primo; in secondo luogo ho preso in considerazione il punto “A” del mento e il punto “B” del lato destro della fronte che ritroviamo simili nei due volti. Alla luce di ciò, tratteggiando una linea fra i due punti sui due volti, ho notato che questi hanno la stessa distanza fra di loro e la linea ha la medesima inclinazione nelle due immagini. Ho proceduto sovrapponendo all’immagine del Volto della Sindone un’immagine del volto del Sudario di Oviedo, stampato su pellicola trasparente: il risultato ottenuto è che i due punti (A-B) di un’immagine si vanno a sovrapporre in modo preciso ai due punti (A e B) dell’altra immagine.
Ho notato che diverse cose combaciano nei due volti:
1) I baffi, la barba e le guance si sovrappongono perfettamente. La barba del volto del Sudario di Oviedo è più ampia di quella del Volto della Sindone, perché nel volto del Sudario di Oviedo è rimasta impressa anche la parte di barba che si trova al di sotto del mento.
2) Il naso, nel volto del Sudario di Oviedo, è stato come schiacciato all’in su, forse per una pressione esercitata dalla mano nel momento del contatto fra il telo e il volto; mi chiedo se l’impronta sia stata realizzata mentre Gesù era ancora sulla croce.
3) Sulla fronte dei due volti si nota una diversa traiettoria dei rigagnoli di sangue; ciò potrebbe spiegarsi presupponendo che l’impronta del Sudario di Oviedo sia stata realizzata per prima, quando il volto, non ancora pulito, presentava tutti i rivoli di sangue procurati dalle spine che si erano conficcate nella parte alta della fronte.

Dopo aver approfondito la ricerca sulle possibili somiglianze nei due volti, ho avuto la forte sensazione che l’immagine del volto del Sudario di Oviedo e quella della Sacra Sindone di Torino appartenessero allo stesso VOLTO.


clicca per ingrandire



clicca per ingrandire

Ho preso in considerazione il punto “A” del mento e il punto “B” del lato destro della fronte che ritroviamo simili nei due volti. Alla luce di ciò, tratteggiando una linea fra i due punti sui due volti, ho notato che questi hanno la stessa distanza fra di loro e la linea ha la medesima inclinazione nelle due immagini.


clicca per ingrandire

clicca per ingrandire





L'ICONA DEL VOLTO DI GESU' DEL MONASTERO
DI S. CATERINA SUL MONTE SINAI
E IL VOLTO SINDONICO


clicca per ingrandire

Nel vasto campo delle ricerche sulla Sacra Sindone, molte teorie sono state formulate e questa relazione potrebbe aggiungerne un’altra.

Se si analizzano le caratteristiche simili tra l’icona del monastero di S. Caterina sul monte Sinai, raffigurante il volto di Gesù, risalente al VI sec. d.C., e il volto impresso sul telo sindonico, si può giungere alla probabile conclusione che l’artista dell’icona, nel momento della realizzazione della stessa, avesse preso in considerazione l’immagine della Sacra Sindone.

Ho iniziato questa mia ricerca realizzando un disegno tratteggiato su pellicola trasparente che raffigura i lineamenti essenziali del ritratto di Gesù.

Sovrapponendo questo disegno all’immagine della stessa dimensione del Volto sindonico, si ha la sensazione di trovarsi dinanzi a due immagini dalla somiglianza straordinaria.

1) Nel dipinto, la forma della parte centrale del volto, che va fino ai capelli ed alla barba, aderisce in modo preciso ai contorni della parte centrale dell’impronta del Volto sindonico.

2) La forma tratteggiata del naso, con la relativa ombra sul lato destro, si adagia perfettamente sull’impronta del naso nell’immagine sindonica.

3) La diversa forma delle sopracciglia è simile sia all’impronta del sopracciglio sinistro del Volto sindonico (rotondeggiante) sia a quella del sopracciglio destro, dalla forma un po’ più mossa.

4) Le orbite tratteggiate degli occhi, si sovrappongono esattamente a quelle dell’impronta degli occhi del Volto sindonico. E’ opportuno osservare attentamente l’occhiaia destra, più ampia rispetto a quella sinistra: essa corrisponde al gonfiore dell’ematoma sotto l’occhio destro del Volto sindonico.

5) Le linee tratteggiate della bocca e dei baffi, con le relative ombreggiature, si sovrappongono perfettamente alla medesima zona del Volto sindonico. E’ da notare l’ombra che il pittore ha dipinto sotto il labbro inferiore, che ritroviamo sottoforma di impronta nello stesso punto del Volto sindonico. E’ importante sottolineare anche la diseguaglianza del baffo destro da quello sinistro: anche questo particolare lo ritroviamo nell’impronta dei baffi del Volto sindonico, nel quale, l’impronta del baffo del lato sinistro è più ampia di quella del baffo di destra.

6) Sono due le caratteristiche non sovrapponibili, poiché ribaltate nel dipinto del Volto Santo: i capelli, i quali si trovano all’indietro sul lato sinistro, mentre sono cadenti in avanti sul lato destro del dipinto e la barba, al quale sul dipinto risulta leggermente ricurva verso il lato destro del mento, mentre sul Volto sindonico appare leggermente ricurva verso il lato sinistro. Questo ribaltamento rispetto al Volto sindonico potrebbe spiegarsi con un’esigenza pittorica dell’artista nel momento dell’esecuzione del ritratto.

7) E’straordinaria l’ampiezza del collo, simile nelle due immagini.

8) A ben osservare, le due immagini accennano lo stesso sorriso.

Se Tutti gli elementi riscontrati da questa relazione, venissero considerati veri, come probabilmente lo sono, la relazione potrebbe costituire una buona base di contrasto in riferimento alla datazione del telo sindonico.

Gli scienziati, con il metodo del C.14, fanno risalire il tessuto sindonico fra il 1260 e il 1390 d.C, mentre l’icona del monastero di S. Caterina, che rappresenta il volto di Gesù, è stata dipinta nel VI sec. d.C., circa 800 anni prima rispetto alla datazione del C.14.

Il pittore, per realizzare un’immagine che si avvicinasse il più possibile ai veri lineamenti del volto di Gesù, potrebbe aver dipinto l’icona avendo difronte proprio il volto impresso sulla Sacra Sindone.




clicca per ingrandire


clicca per ingrandire


clicca per ingrandire
A ben osservare, le due immagini accennano lo stesso sorriso.





LA BASILICA DI SANTA MARIA DI COLLEMAGGIO E LA SACRA SINDONE.


clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire


clicca per ingrandire


clicca per ingrandire


clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire
clicca per ingrandire